Toro

Nandi – il veicolo di Śiva

«Così comandato dalla divinità striata di tori, Nandin urlò come un toro e ruggì come un leone…» (Śiva-purāna, 47.47),

Nandi è il toro bianco che fa da cavalcatura a Śiva. È tanto presente nell’iconografia di Śiva da essersi meritato lo status di divinità a sé stante, con tanto di templi a lui dedicati. Il bianco di Nandi rappresenta la purezza e le sue quattro zampe sono la verità, la rettitudine, la pace e l’amore, qualità che Śiva porta con sé ovunque si presenti. D’altronde queste qualità possono emergere solo quando si è disposti a far morire i loro opposti. Śiva è venerato in realtà perché temuto: nel suo rimuovere l’ignoranza può distruggere tutto ciò verso cui gli uomini hanno attaccamento.

Śiva e Nandi fanno paura proprio come una toro carico di energia fa paura. Intimorire non è certo la tua intenzione, Toro, anzi proprio come Śiva vuoi portare forza e positività. Attento però a come comunichi questo tuo entusiasmo, rischi di travolgere le persone intorno e di trovarti a fine mese conseguenze indesiderate e sopratutto inaspettate. Rimani discreto e operativo come sai fare, per sfruttare al meglio gli effetti di questo periodo che, come il mese scorso, è ancora di buon auspicio. 

IN PRATICA  

Ushtra-āsana, posizione del cammello. 

Cosa c’entra il cammello con il toro? Ebbene la parola ushtra indica il cammello per via della gobba. Infatti è usata in sanscrito anche per indicare il bufalo e il toro con la gobba. Nandi ha la gobba che è alta come le cime delle montagne sacre. Ricordati la sacralità e i buoni intenti di Nandi eseguendo questa posizione per un minuto ogni giorno. Se è troppo difficile, scegli la versione parziale con le mani sui fianchi. 

Esercizio di consapevolezza: 

Hai presente il detto attribuito al Buddha: «prima di parlare domandati se ciò che dirai corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile, ed infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire» ? Prendilo come esercizio per questo mese.  

Mantra del mese: 

«La giusta carica».